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Storia

Successivamente, al declinare della potenza dei Goti, si affermarono anche in questa regione le genti Longobarde, come in quasi tutta la Campania, la cui conquista fu avviata dal duca Zottone di Benevento. I Longobardi penetrarono nell’Alta Valle dell’Ofanto nel 591 d.C. ponendo a Conza, strappata ai Bizantini, la sede di un forte gastaldato che comprendeva tutto il comprensorio appenninico da San Fele a Teora, da Andretta a Carbonara-Aquilonia, che rappresentava il limite meridionale dell’espansione dei longobardi in Italia. Dopo la spartizione del ducato di Benevanto tra Radelchi e Siconolfo nel 849, e la successiva nascita del Principato di Salerno, Carbonara come terra del gastaldato di Conza rimase a far parte del principato salernitano. I segni della presenza longobarda ad Aquilonia, mancando testimonianze monumentali evidenti, e non essendo ancora stata compiuta una seria indagine archeologica sul terriotrio, vanno cercati per ora soprattutto nella toponomastica locale. Tutto il territorio aquiloniese del versante ofantino (ma non solo) presenta toponimi chiaramente legati alla presenza longobarda: Siconolfo, Fontana Gambara, Fontana Senna, probabilmente il territorio di Groveggiante, le fosse granarie dette dei Morticelli, il Pesco di Rago (dal nome longobardo Rachis), il Monte Arcangelo, ed alcuni altri. A quest’epoca Carbonara si presenta come un piccolo castrum del territorio, forse anche non tanto importante rispetto ad altri casali che dovevano sorgere più a valle. Tali il casale di Pietrapalomba e di Sassano. Quest’ultimo menzionato in un diploma del 967 di un Pandolfo signore di Conza sarebbe stato da lui donato all’abbazia di Monticchio, ma non ci sono prove documentarie certe a riguardo.
 
Il gastaldato di Conza ebbe vita autonoma fino all’arrivo dei Normanni, guidati nel 1076 da Roberto il Guiscardo che lo occupò con tutti i suoi castelli e le sue fortezze, vincendo l’ultimo signore longobardo di Conza, il conte Guido. Nel 1078 Roberto il Guiscardo mosse di qui per impadronirsi del principato di Salerno. Con i Normanni il centro più importante dell’area divenne Melfi, ma Conza rimase ancora a lungo capoluogo di una vasta contea con tutti i casali, piccoli e grandi, della valle ofantina. Una caratteristica della storia carbonarese è la costante propensione alla rivolta nel corso dei rivolgimenti politic decisivi. Nel 1078 Carbonara, con tutti i casali ofantini, si sollevò contro il duca Normanno. Questi precipitosamente si mosse a domare la rivolta e distrusse tutti i centri ribelli, compreso Carbonara e Pietrapalomba. E’ probabile che la prima distruzione del "castello" di cui non conosciamo nè la struttura nè le dimenzioni, sia avvenuta prorpio a quest’epoca. Del resto anche il castello vicino di Pietrapalomba fu distrutto, e dopo qualche decennio rimase dirutum in lapide.
 

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