Storia

Su una collina denominata oggi "Palombara" nella località Triflisco nei pressi dell'attuale Ponte Annibale sul Volturno, nell'anno 817 il Conte Landulfo fece costruire un abitato fortificato che prese il nome di Sicopoli, dal nome del Principe Sicone di Benevento al quale era soggetto.
In questa città si rifugiarono i capuani nell'anno 841, perchè perseguitati dai saraceni di Khalfùn.
Nell'anno 856 la piccola città fu distrutta da un incendio e fu abbandonata dagli abitanti che fondarono la nuova Capua nell'antica casilinum; nell'antica Sicopoli abitò per due anni, anche il Vescovo di Capua Paolino, poi canonizzato.
Il potere curativo riconosciuto alle acque presenti nella località Triflisco, fece si che queste raggiungessero il loro massimo utilizzo nel 1500-1600 tanto che il Cardinale San Bellarmino, nel periodo in cui soggiornò a Capua, frequentò assiduamente le Terme di Triflisco; quando poi si trasferì a Roma, per curare la Basilica Vaticana, pregava i pellegrini che da Capua si recavano a Roma di portargli "un poco d'acqua" che amava definire "tres frigidae".
In seguito alcune sorgenti, per cause naturali, scomparvero; altre ritornarono ad essere amministrate da privati che ritenevano economicamente piu' vantaggioso usarle per la cura dell'artrite dei cavalli piuttosto che per la cura delle persone.
Solo alla fine del 1800, a fianco ai mulini, si realizzarono piccole terme con acqua riscaldata per bagni curativi per le persone; il successo fu enorme al punto tale che, già all'epoca, per poterne usufruire, occorreva prenotarsi.
Successivamente, per gli eventi bellici e con l'avvento del fascismo, la loro importanza andò via via scemando fino agli anni 50-60 quando, dopo la gestione da parte della ditta Vegliante, furono definitivamente abbandonate anche per il nuovo interesse conseguente ad un progetto, mai realizzato, di imbottigliamento delle acque su scala industriale.
Oggi la zona è frequentata da numerosi turisti e le terme aspettano il tornare al loro antico splendore.
Bellona è menzionata , per la prima volta, in una pergamena del marzo 1105, forse ancora conservata nell’archivio Arcivescovile di Capua, in cui è indicata la chiesa di San Giacomo, “sita nel luogo detto Bellona”, fu uno dei 36 "casali" di Capua che diventò Comune con la legge dell'8 Agosto 1806.
Per la località "Santella" passò Garibaldi diretto a Roma dopo la battaglia del Volturno il 25/10/1860 e, due giorni dopo, il Re Vittorio Emanuele II, dopo l'incontro di Teano, per recarsi a visitare le postazioni e dare disposizioni all'esercito attestato nella zona di Sant'Angelo in Formis.
Nel 1922 i comuni di Bellona e Vitulazio furono aggregati formando il Comune di Villa Volturno e così rimasero fino al 1945, quando Bellona, riacquisendo la vecchia denominazione, ritornò comune autonomo.
La città di Bellona è anche tristemente nota per aver subito il 7 Ottobre 1943, durante l'ultimo conflitto mondiale, una barbara rappresaglia nazista, la prima scientificamente eseguita com'è stato poi storicamente accertato, che vide il sacrificio di 54 inermi cittadini.
Il Sacrificio dei cittadini ha reso alla Città una "Medaglia d'Oro al Valor Militare".
Il popolo di Bellona ha profonde radici religiose; durante il corso dell’intero anno alle normali solennità liturgiche si aggiungono numerose feste dedicate al culto dei vari Santi. In passato grande rilevanza assumevano a Bellona i festeggiamenti in onore di San Secondino, Patrono del paese, che si svolgevano il 27 maggio.
Gli altri Santi oggetto di un culto particolare erano Maria SS. del Carmine, Maria SS. delle Grazie, San Giuseppe, Santa Filomena, San Michele Arcangelo, San Francesco, Sant’Antonio e il SS. Salvatore nella Frazione Triflisco.
Oggi di queste feste sopravvivono quella di San Secondino, ripresa dopo un lunghissimo periodo di abbandono, quella di San Francesco e quella di Maria SS. delle Grazie, nella Frazione Triflisco quelle del SS. Salvatore e San Antonio Abbate.
Rispetto a queste ricorrenze un’assoluta preminenza assume il culto verso Maria SS. di Gerusalemme.
Bellona è una cittadina che ha origini contadine ed è stata fino a qualche decennio fa prettamente agricola; quando con l’avvento delle pizzerie negli anni ‘70, prima nella Frazione Triflisco, poi nella cittadina stessa è diventata anche turistica e commerciale, grazie alla felice iniziativa di alcuni bellonesi che hanno individuato nella pizza un’occasione di sviluppo per la città.

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